Il Governo porta l’Italia verso una drammatica crisi sociale, economica e ambientale

“Questo Governo sta portando l’Italia ad affrontare, nei prossimi mesi, una delle più gravi crisi sociali ed economiche della storia della Repubblica, che si affianca a una gravissima crisi ambientale, oggi rappresentata dalla drammatica siccità che coinvolge tutto il Paese. Di fronte alla crisi energetica legata al conflitto russa in Ucraina, il governo propone un piano energetico d’emergenza che porterà, già nei prossimi mesi, a nuovi aumenti delle bollette elettriche e del gas, per almeno il 30% rispetto a quanto paghiamo oggi”.

Così in una nota, i co-portavoce nazionali di Europa Verde, Angelo Bonelli ed Eleonora Evi, che spiegano: “Il Ministro fonti fossili, Cingolani, dopo aver bocciato la proposta presentata da molte associazioni di imprenditori delle rinnovabili di nominare un commissario per accelerare l’autorizzazione all’installazione di 60 GW di rinnovabili tacciandola come ‘lobby delle rinnovabili’, propone un piano fatto di carbone, trivelle e gas liquido che costerà il 40% in più rispetto a prezzi attuali”.

“Siamo indignati, – proseguono, – dal modo di operare di questo Governo, che sarà responsabile dell’aumento della povertà sociale nel Paese e della chiusura di tante piccole e medio imprese per cui i costi energetici diventeranno insostenibili. Per difendere le lobby delle fonti fossili, il Governo non preleva integralmente i vergognosi extraprofitti realizzati dalle compagnie Oil&Gas che raggiungono la cifra record di 50 miliardi euro e non intende mettere un tetto temporaneo al prezzo di gas ed energia per tutelare famiglie e imprese”.

“Nel frattempo, – aggiungono i due ecologisti, – 30 miliardi di soldi pubblici, che pesano come un macigno sulle spalle delle future generazioni, sono stati spesi dal governo per ridurre bollette e costo dei carburanti. L’obiettivo del Governo non è riprendere questi soldi là dove ci sia stata speculazione, così come non è un obiettivo puntare a un forte piano di misure straordinarie per realizzare una rete solida di energie rinnovabile nel nostro Paese per raggiungere lo scopo di abbattere i costi e le emissioni in un colpo solo”.

“Alla luce di tutti questi avvenimenti, chiedere le dimissioni di Cingolani è diventata una necessità inderogabile: questo Paese ha bisogno di una forte scossa, di un cambiamento che solo una scelta democratica attraverso nuove elezioni può garantire. La scelta, – concludono Bonelli ed Evi, – è tra l’innovazione e la conservazione: tra chi vuole cambiare l’Italia, puntare sulle rinnovabili, ridurre il costo dell’energia, dando una risposta sociale e chi, come Cingolani e la Lega, punta unicamente a fermare la transizione ecologica proprio mentre l’Italia vive un dramma ambientale senza precedenti, rappresentato dalla desertificazione e dalla siccità”.

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